Catastrophes of Southern Italy. Photogénie and Remediation of Natural Disasters
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Gli ultimi giorni di Pompei (Les Derniers jours de Pompei; Sins of Pompeii)

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ERUZIONI
TERREMOTI
Il film è uno degli adattamenti del romanzo storico "Gli ultimi giorni di Pompei" (1834) di Edward Bulwer-Lytton.
La trama rispecchia abbastanza fedelmente la fonte. A Pompei, nel 79 d.C., il rapporto tra la patrizia Elena e il greco Lysia suscita la gelosia del sacerdote egizio Arbace che prepara una pozione che lo rende folle. La schiava Nidia (che qui non è cieca) accusa arbace di aver ordito il complotto con il suo padrone ma viene uccisa. Lysia, accusato dell'omicidio di Nidia, viene condannato a combattere contro i leoni nell'arena ma l'eruzione del Vesuvio getta il panico e la città viene distrutta. Nonostante il pericolo, Elena e Lysia riescono a portarsi in salvo.
Nel film, all'inizio, si sottolinea come quasi duemila anni fa l'uomo vivesse in una posizione di dominio. Da poco il giovane Cristo ha esaltato un altro modello di vita (l'immagine cristologica diventa nel film una lunga metafora visiva ricorrente nelle vicende e nei personaggi).
Il Vesuvio compare nella prima parte del film fumante tramite un set miniaturizzato in prospettiva. La voce fuori campo anticipa la catastrofe finale che viene mostrata attraverso lo stesso setting. Essa anticipa prima del finale ma in realtà ricorda che: «In poche ore, una terrificante eruzione unisce nella morte i cittadini disuniti». La voice over aggiunge, mentre si osservano immagini del set ricostruito della Pompei recuperata archeologicamente, insieme a riprese dal vero (prima panoramiche e poi in dettaglio), che «per molto tempo la natura ha conservato le loro tracce fino al secolo scorso, quando alcuni contadini hanno perforato per caso lo strato e ben presto è stata ritrovata la sfortunata città che era stata sopresa dalla morte». Il commentatore enuclea e visualizza il foro, il circo, le ville, le case, la basilica, il tribunale, le botteghe e le strade che con i loro caratteri si ritrovano in altri film documentari e finzionali. Si anticipa anche la condanna del protagonista, fra i cristiani, dando solo qualche indizio sui motivi. Da lì inizia un lungo flashback.
La presenza del vulcano durante il film si percepisce quando si manifesta la 'collera' della statua della divinità egizia di ISIS quando Lysia cerca di mettere Elena in guardia a non consacrarsi come sacerdotessa, dato che si tratta in realtà di un sacrificio e che la statua brilla per le lave sulfuree (sottitentendone l'artificio). L'edificio trema, dalla statua della dea fuoriescono dei fumi, si diffondono delle fiamme e si versa a terra una sostanza molto calda che sembra richiamare la lava. Questa brucia il vestito della donna e Lysia la salva portandola via.
Segue una nuova ripresa panoramica del vulcano, mentre la voce fuori campo sottolinea: «Il vulcano ha minacciato di eruttare, ma fortunatamente la scossa è stata breve e gli uomini l'hanno dimenticata in fretta. Ma gli animali no». Si mostrano in quel momento degli stormi di uccelli (che storicamente percepirono in anticipo l'eruzione). La scena si sposta all'interno delle gabbie dell'arena dove due schiavi lavorano con i leoni. Uno dei due racconta all'altro che sono rimasti sconvolti da quella scossa e che uno di essi non ha voluto mangiare. Prova «sentimenti veri». «È come me – precisa il secondo personaggio – la mia cicatrice è grande e il terremoto ha interrotto la mia battaglia». L'altro ironicamente risponde: «Lei è stupida e i bruti hanno la sensibilità per le stesse cose».
Il vulcano si rivede, dopo l'arresto di Lysia, sulla scena del delitto di Nidia in alcune riprese dal vero delle fumarole dell'area vesuviana, del canale lavico attorniato da lava raffreddata e delle solfatare in ebollizione (sono usate immagini dalle solfatare dell'area dei Campi Flegrei). La voce fuori campo, accompagnata dalla stessa musica grave dell'incarcerazione, profetizza: «E nel frattempo, in segreto, la natura prepara il destino, ma gli uomini non vi prestano attenzione. La loro esistenza è angosciante e si interessano solo all'assassinio di uno schiavo o all'arresto di un ricco».
Il film, ricongiuntosi al flashback iniziale, prosegue con la scena dei giochi nell'arena dove Lysia è condannato a combattere contro i leoni. La folla è in subbuglio mentre il Vesuvio inizia l'eruzione. È adottato un set in miniatura in prospettiva e riprese dal vero di colonne esplosive. In strada inizia la fuga, il cielo si oscura, il pubblico fugge dall'anfiteatro. Il vulcano è ripreso nel set miniaturizzato non da uno scorcio ma da una prospettiva panoramica che rende l'oscurità del cielo e l'incombere della ricaduta delle ceneri e dei lapilli. Seguono scene di panico fra cui si ritrovano Elena e Lysia. Le case e il tempio egizio crollano e iniziano a cadere piogge pirotecniche mentre si diffondono le fiamme. Il modellino è ripreso ancora una volta in una inquadratura più ravvicinata. Nel set miniaturizzato si simula anche l'avanzare della colata di lava che viene filmata anche in dettaglio (forse per la prima volta nella produzione italiana). Con il cielo completamente oscurato, illuminato solo dai fuochi e dall'eruzione (con un set in miniatura) la popolazione fugge verso la costa (scene alternate a dettagli dal vero). Un uomo finisce dentro una spaccatura del terreno. Ma i protagonisti riescono a mettersi in salvo su una barca. L'eruzione si chiude con l'immagine dell'anfiteatro con il vulcano sullo sfondo. La voce fuori campo ricorda che, mentre i protagonisti si salvano dal sole cocente, Pompei è una «città distrutta nel pieno dei festeggiamenti, una città il cui cadavere, tornando alla luce, ritrova l'eterna minaccia del destino». Si ricongiunge così finzione a realtà.

Al link una versione video condivisa sul web. Per consultare una descrizione della storia degli adattamenti diretti o indiretti del romanzo di Bulwer-Lytton del 1834 si veda la raccolta e la storia "Gli ultimi giorni di Pompei". Per una descrizione e altri documenti correlati all'eruzione storica si veda la raccolta "Vesuvio 79". Di seguito alcuni esempi....
Campania
Pompei
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