Adattamento del romanzo di Edward Buwler-Lytton del 1834, che ha avuto una lunga tradizione di rifacimenti artistici, teatrali e visivi legati all'immaginario dell'eruzione del Vesuvio del 79 d.C.. Qui il Vesuvio fumante fa da sfondo, nella parte iniziale del film, all'ambientazione immersa fra le architetture della città greco-romana di Pompei. Fra esterni e interni, si intrecciano le vicende amorose e gli intrighi che coivolgono la cieca Nydia, il patrizio Glauco, Jone la fidanzata di Glauco e Arbace, gran sacerdote di Isis. La catastrofe arriva incorniciata da un arco che si affaccia in un'arena, per poi distruggere case e templi. Le immagini in alcuni passaggi sono virate al rosso, mentre l'eruzione è resa con scoppi e strumenti pirotecnici che simulano l'esplosione del vulcano, mentre intense ceneri scure vengono fatte cadere dall'alto. Si registra l'occorrenza di una morte tramite la caduta di una pesante colonna, topos ripreso successivamente fino alle opere più ludiche degli anni Duemila.
In generale, per un approfondimento sull'eruzione, si veda la raccolta "Vesuvio 79". Per gli adattamenti dal testo si vedano la raccolta e la storia "Gli ultimi giorni di Pompei" o gli esempi correlati di seguito.
I frame fanno parte della Coll. Museo Nazionale del Cinema, Torino....