CAOS raccoglie sotto l'etichetta "alluvioni" opere letterarie, audiovisive, web, digitali o intermediali riguardanti le manifestazioni di dissesto idrogeologico che si verificano quando le acque di alcune aree (fiumi, torrenti, falde acquifere, canali, laghi e, per le zone costiere, dal mare, reti fognarie) non vengono contenute e si riversano in zone circostanti.
In Italia, una notevole quantità di informazioni storiche, censite nel tempo, sono organizzate in archivi digitali e pubblicate in rete attraverso siti dedicati e portali geografici. Le informazioni raccolte riguardano sia gli aspetti fisici legati alle dinamiche dei processi naturali, sia i danni e gli impatti socioeconomici da essi prodotti. In questi archivi, fra le alluvioni più importanti del Sud Italia per numero di vittime, oggetto di indagine del progetto di ricerca sono: quella in Calabria del 1951, Reggio Calabria nel 1953, Salerno nel 1954, nel Metapontino nel 1959, Sarno nel 1998, Soverato nel 2000, a Giampilieri (Messina) nel 2009, Sardegna nel 2013, Forra del Raganello e a Palermo nel 2018 (si vedano alcune raccolte dedicate).
I risultati di ricerca di CAOS vertono su produzioni di testimonianza, memoria, rielaborazione, ricerca e documentazione - fotografie, film, serie tv, opere letterarie, produzioni web, digitali o intermediali. I documenti pubblicati sono un campione, relativo soprattutto a dati ricavati da altri studi o ad archivi aperti e accessibili digitalmente. Una mappatura sistemica e storica potrebbe essere realizzata attraverso l'integrazione con dati editi o il recupero di materiali non editi: es. archivi televisivi nazionali e locali, materiali amatoriali e di servizio (istituzioni e osservatori), per uno studio storico e una maggiore consapevolezza dei fenomeni, del territorio e delle loro rappresentazioni. Fra le forme di cultura visuale di mappatura, identificazione, racconto, testimonianza e rielaborazione intercettate dal progetto di ricerca (si veda soprattutto la mostra realizzata nel 2024 tra gli output) vi sono le fotografie (aeree, stereoscopiche), carte, mappe, documentazioni audiovisive e film, produzioni web e digitali, nonché forme interattive e partecipate di conoscenza. Il progetto ha raccolto opere campione di finzione, in cui la frana si legata ad altre catastrofi, e opere storiche di interesse per la loro esemplarità (si vedano le relative raccolte per i fenomeni più consistenti).
Fonti
Croce Rossa Italiana, 'Corso di formazione. Rischio idrogeologico e idrologico. Definizione di alluvione, esondazione, inondanzione, frane', https://www.ccv-mb.org/_formazione/2019/2019_11_30_a2_05_idrogeologico/03_Definizioni.pdf
Dipartimento della Protezione Civile, 'Alluvioni', 'https://www.protezionecivile.gov.it/it/approfondimento/alluvioni/
ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente, 'Le alluvioni', https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/suolo-e-territorio/dissesto-idrogeologico/le-alluvioni
Polaris IRPI CNR, 'Una storia di alluvioni in Italia (1951-2018), https://polaris.irpi.cnr.it/una-storia-di-alluvioni-in-italia-1951-2018/
Immagini
Fig.1
Aree a pericolosità idraulica media P2 (D.Lgs. 49/2010); Fonte: Rapporto ISPRA, 356/2021, https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/suolo-e-territorio/dissesto-idrogeologico/le-alluvioni
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