Il film di finzione a colori "L'incredibile viaggio nel continente perduto" è strettamente legato alle eruzioni vulcaniche poiché queste costituiscono l'elemento narrativo chiave per l'inizio e la fine dell'avventura. Ad Amburgo nel 1898, il prof. Lidènbruck acquista casualmente un libro inedito in cui Arne Saknussem racconta minutamente un viaggio fatto verso il centro della Terra partendo dal cratere del vulcano Snaeffeis (Islanda). II geologo organizza immediatamente una spedizione e prende con sé la nipote Glauben con il suo fidanzato Axel. Giunti in Islanda, il terzetto assume Hans come guida, un montanaro pastore desideroso di rifarsi il gregge distrutto. Iniziato l'avventuroso viaggio, i quattro audaci perdono il manoscritto di Arne; ma, quando Glauben rischia di finire in un pozzo di fango, si presenta Olsen, un misterioso scienziato che su quel mondo sotterraneo sembra saperla lunga. Grazie alla fortuna e agli aiuti di Olsen, gli esploratori navigano in un lago sottomarino, incontrano flora e fauna da milioni d'anni scomparsi sulla crosta terrestre. Rimasti bloccati nel fondo di una caverna, vengono ancora soccorsi da Olsen mediante una esplosione che lo fa scomparire e provoca una eruzione. Trascinati dalla stessa, i quattro rivedono il sole sulla vetta dello Stromboli. Il luogo in cui fuoriescono è rivelato dalla presenza di capre e di un bambino pastore (immagini terribilmente stereotipiche). Le riprese vulcaniche sono state girate però fra le cave di Valporquero a Leon, in Guadalajara a Madrid, Lanzarote a Tenerife e in Islanda. Il viaggio da una parte all'altra della terra sembra riprendere il topos dell'attraversamento del film d'animazione di Monsieur de Crac di Emile Cohl del 1910 che dall'Etna si ritrova dall'altra parte del mondo passando dal suo interno (si veda il documento corrispondente)....