Nel film di finzione "La pelle" (1981), diretto da Liliana Cavani e tratto dal romanzo di Curzio Malaparte, la catastrofe naturale centrale è l'eruzione del Vesuvio del 1944. Il legame con questo evento storico e geologico si manifesta attraverso l'assunzione del fenomeno come simbolo del caos, per raccontare l'impatto simbolico sui personaggi dell'area. L'opera ricerca la precisione realistica nella realizzazione ma non rinuncia anche a una traduzione simbolica.
Nella Napoli del 1944, dopo I’insurrezione contro i nazisti, a Curzio Malaparte (capitano del Corpo Italiano di Liberazione, quel che resta del Regio Esercito) vengono affidati due incarichi: condurre per conto dell’esercito statunitense le trattative con la mafia locale – che pretende forti tangenti per la consegna di tedeschi catturati dopo le Quattro giornate – e organizzare una cena di stile rinascimentale per compiacere la moglie di un senatore americano.
Sullo sfondo si muove la vita grama dei «bassi» napoletani, dove le madri vendono le figlie ai soldati, e Malaparte matura che la potenza corruttrice americana riduce la povera gente all’umiliazione. Il culmine si ha con l'eruzione del Vesuvio che irrompe a tutti i livelli: fra la gente povera, le prostitute, i militari e le persone più altolocate.
La catastrofe è segnalata dall'irrompere a sera del pulviscolo di gas e ceneri dalla finestra di un ricco appartamento in cui si trova Curzio. La città è subito immersa in un'aria greve delle emissioni e di strati di cenere. Dal terrazzo della ricca villa intanto si intravede una sagoma (più che un modellino) infiammata (realizzata forse con una tecnica di matte painting). Tutti osservano lo 'spettacolo' richiudendo la porta che incornicia il vulcano quasi fuori fuoco sullo sfondo (invisibilità ricorrente anche in altre parti del film).
La moglie del senatore prova a muoversi su una macchina completamente ricoperta di cenere, su cui si avventano le persone in strada in cerca di aiuto. Si muove verso l'aeroporto dove si reca anche Curzio, corrompendo l'autista di un camion in cambio di soldi.
Si scompiglia la vita sessuale napoletana dei soldati nelle case e delle prostitute, che nude scendono in piazza.
In città si hanno cali di tensione elettrica che colpiscono tutti. Dalle vetrate di edifici (e poi dell'aeroporto) si continua a vedere una luce infuocata opacizzata (la fonte vulcanica).
Nel quartier generale del coordiamento militare si chiede ogni possibile intervento e forma di documentazione (foto, filmati, ecc.).
In una cucina, in cui si muovono due personaggi, giunge il segno della caduta della cenere dalla cappa.
Nello scambio fra due commensali, si discute se il Vesuvio è più o meno 'stronzo' rispetto ad altro.
Un soldato ritrova la propria amata e la mette in salvo. L'eruzione apre a scene di passione anche fra un soldato e una prostituta in strada e fra una donna molto adulta e un giovane in un interno.
L'elicottero intanto, su cui è salita la moglie del senatore che sorvola il Vesuvio, cade in un bosco. In strada, oppostasi anche al modo di gestire i soccorsi, la moglie del senatore sarà caricata su un camion e violentata dai soldati sullo stesso sfondo dei palazzi in fiamme.
La popolazione si ritroverà, raccolta, a Napoli in piazza San Carlo raccolta.
Curzio ritrova la moglie, fra i morti a terra, mentre scende dal camion fra altri 'superstiti' sconvolta dopo lo strupro.
Per una descrizione generale del fenomeno storico e altri documenti si veda la raccolta "Vesuvio 1944", a partire dagli esempi di seguito....