Il filmato, realizzato probabilmente con uno smartphone acquisito poi dalla testata giornalistica Rai anche per la diffusione di contributi sul web, è una rara testimonianza diretta visiva dei fenomeni più tipici per l'Etna ma anche rischiosi in caso di prossimità: le esplosioni legate al contatto tra il calore del materiale vulcanico e il ghiaccio. Il fenomeno accade quando sezioni di neve entrano a contatto con il magma o se la colata incandescente incontra la neve in superficie come in questo caso. Qui l'attività effusiva prodotta dalla fessura apertasi l'8 febbraio alla base della Bocca Nuova, a quota 3.050 metri prosegue e il fronte lavico ha raggiunto quota 1.850 metri. Il flusso, ben visibile dal versante Sud-Ovest, è lungo circa 4,2 chilometri e l'interazione tra la lava e il manto nevoso ha provocato improvvise esplosioni. Gli esperti mettevano in guardia dall’avvicinarsi al fronte lavico ma masse di curiosi cercano di vedere da vicino il fenomeno secondo l'articolo di accompagnamento. La Protezione civile regionale ha lanciato anche un allarme per l'"afflusso costante dalla strada provinciale 92 e dalla strada Milia di un migliaio di persone”. Il contrasto tra la neve e il vulcano è anche un topos ricorrente, sotto vari punti di vista, presente in molti documenti storici....