Catastrophes of Southern Italy. Photogénie and Remediation of Natural Disasters
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Nostro servizio speciale sull'eruzione dell'Etna

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ERUZIONI
Il servizio in bianco e nero riguarda l'eruzione del 25 novembre 1950, conclusasi il 2 dicembre 1951. Minacciò i paesi di Milo, Fornazzo, Rinazzo, Caselle e, più lontano, Zafferana Etnea che non furono però colpiti poi direttamente.
Il cinegiornale prende il via da una musica molto tensiva e forte. Si apre con la veduta panoramica aerea dall'alto di Cataniae delle falde dell'Etna innevato (un topos ricorrente), «lasciando a terra – precisa la voce del commentatore – le notizie sempre più drammatiche che la pattuglia radio trasmette dal fronte dell'eruzione».
Il pendio innevato diventa un insieme di «costole di neve. È l'Etna che è simile a un famoso personaggio tragico e con volto di gelo dice parole di fuoco», mentre un «Sudor di vapori disegna nell'aria il muoversi del serpente di lava».
Sono riprodotti i rimbombi del vulcano. Le riprese di Milazzo, secondo la voce fuori campo (in realtà potrebbe trattarsi di Giarre, come emerso in altri filmati che riportano le stesse immagini, anche perché il centro è molto lontano dall'Etna), generano un'evocazione a Dio perché la colata (enfaticamente) non voglia estinguersi in mare.
Seguno alcune vedute dall'alto di alcuni paesi: Fornazzo, di nuovo in pericolo; Rinazzo, per cui l'«agonia non è cessata un momento»; e Milo, che «vive le ore note a tanti paesi d'Europa quando aspettavano che passasse la guerra». Le similitudini tra l'eruzione e i momenti bellici ricorrono in diversi filmati dal 1946 sia sull'Etna che nelle Eolie (del resto qui è riprodotto anche il suono del passaggio dell'aereo tipico di quelle attese).
La polizia stradale sposta il blocco stradale da Zafferana al bivio di Fleri per arginare almeno «la colata dei turisti». «Non c'è posto per loro – prosegue la voice over – dove regna la calma degli abitanti di Milo che pare fatalistica ed è invece combattiva, figli del vulcano sanno come fare fronte alle sue collere». Si osservano qui, fra le strade del paese, un bambino con un ombrello e degli animali.
A Zafferana, sede della «tattica difensiva», si consultano gli esperti: del Genio Civile, il Questore e il Prefetto che predispongono gli sgomberi.
Donne col capo velato pregano davanti al tabernacolo della madonna a Zafferana che sarebbero, secondo la nota di commento, sicure che il miracolo avverrà come due secoli prima quando si arrestò ai suoi piedi.
«La calma regna ma si salva il vino», paesani portano al riparo le botti di vino, di cui si informano gli spettatori che è stato pagato dagli acquirenti per solidarietà più della quota di mercato.
Un ragazzo trascina in piazza anche un bovino mentre si prevede, aggiunge il narratore, il taglio dei boschi.
La troupe Incom sale all'imbrunire sui muli portando in mano delle torce.
Uomini e soldati dell'esercito assistono al sopraggiungere della lava a valle verso i paesi.
Il commento verbale e sonoro sembra incalzare, quasi come se si trattasse di una sfida di calcio: «La punta della colata scivola sulla lava di ieri. Ancora un ciglio... poi dilagherà sui paesi. Gli abitanti fissano la maledetta che ha già varcato la casella del vescovo».
La colata sarebbe avanzata, dalla descrizione, a diciotto chilometri orari con due bracci e i boati sarebbero ricorsi (successivamente) alla cadenza di venticinque al minuto.
I «massi incandescenti» scendono lungo le pendici.
Il vulcanologo Cumin, orientandosi sulla carta indica ai suoi assistenti un punto in direzione del vulcano.
Il filmato si conclude con la vista dall'alto delle bocche del vulcano che sprigionano dense emissioni, mentre la voice over dà ulteriori indicazioni teniche riferite alla «tregua» e alla temperatura dei coni eruttivi intorno ai novecentocinquanta gradi per cui sembra di assistere ai «cataclismi primordiali».
Gli operatori della Incom intanto riprendono le manifestazioni dell'eruzione.
La «fumata bianca» simbolicamente, dovrebbe essere secondo il commento, un segno di «remissione» ma «la terra continua a vomitare nembi neri». E, riprendendo la metafora bellica, si conclude: «l'armistizio non viene ancora Sicilia!»

Fonte completa e video al link. Per una descrizione del fenomeno e i documenti legati al fenomeno si veda la raccolta "Etna 1950", a partire dagli esempi di seguito....
Sicilia
Milo, Zafferana Etnea
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