Il filmato, senza sonoro e in bianco e nero, di sette minuti, fa parte del Repertorio Incom. Si tratta dell'eruzione del 25 novembre 1950, conclusasi il 2 dicembre 1951. Minacciò i paesi di Milo, Fornazzo, Rinazzo, Caselle e, più lontano, Zafferana Etnea che non furono però colpiti poi direttamente. Il video e la fonte completa del documento si trovano al link. Per una descrizione generale dell'eruzione e i documenti correlati si veda la raccolta "Etna 1950", a partire dagli esempi di seguito. Per favorire la ricerca semantica nell'archivio e la consultazione del documento si presenta qui una descrizione in close reading, tenendo conto che si tratta di un montaggio non logico. Il filmato nella parte iniziale mostra sfollati che caricano i propri beni su camion con l'aiuto di soldati. Alcuni uomini sono con lo sguardo perso nel vuoto.
Gli abitanti permangono davanti alle emissioni della colata del vulcano.
Un uomo della polizia stradale dirige con una paletta il traffico di automezzi per le strade tortuose. Mentre gli uomini caricano masserizie su camion, il vento agita gli alberi e altri portano ceste sulle spalle. Gli automezzi militari pieni sostano fermi in un paese (non ben identificato). Altri due uomini a piedi guidano un carretto trainato da mulo carico di masserizie.
I gas della colata e gli incendi della vegetazione si intravedono tra le colline e la popolazione si ferma a guardare le piccole fiammelle che si formano sul terreno. L'operatore Incom (in altri filmati si ipotizza che sia presente il regista Paolella) sistema l'apparecchio fotografico sul cavalletto. Siamo a quote più alte. Delle masserizie sono caricate su camion durante lo sgombero o su un carretto mentre alcuni soldati manovrano le leve di un argano. Gli oggetti vengono depositati anche in grandi ceste, raccolte a terra per essere prelevate. Anche gli oggetti esterni delle case vengono smontati (lampadine, immaginette scultoree della Madonna e targhe di negozi).
La troupe Incom continua a osservare il paesaggio circostante mentre della lava raffreddatasi si stacca dal fronte lavico, avvolta da emissioni di gas. Si vedono camion fermi nel paese. Una donna stringe tra le braccia un bimbo avvolto in una coperta. La popolazione guarda la colata che continua ad avanzare. La lava incandescente ripresa di notte, in un frammento, sagoma un percorso serpentino. Una processione giunge nei pressi della lava eruttata che si è depositata. Tornano le immagini di soldati che danno una mano a caricare con l'argano un trattore. La popolazione svuota le case, caricando i mezzi militari. Una madonna è portata in processione in un paese (non identificato). Madri e padri baciano i bambini sulla soglia di casa. Vengono ripresi vari volti di anziane donne e degli uomini del paese, preoccupati.
La cinepresa viene sistemata vicino al fronte lavico (si notino anche le operazioni di setting e caricamento della pellicola nel filmato).
Si ripetono nel documento varie scene di uomini che camminano, il suono della campana, il sollevamento del trattore e le operazioni di smontaggio delle case e caricamento mentre gli abitanti seguono le operazioni con aria affranta, in ginocchio mentre pregano o in processione anche nei pressi del fronte lavico.
Fra quelle inedite, rispetto ad altri filmati, si vede un uomo davanti alla lava in emissione che espone un crocifisso di legno. Un altro guarda il paesaggio con un binocolo e indica qualcosa a un carabiniere su una mappa dell'area. I fari nella notte illuminano un paese (non identificato). La troupe insieme a dei ricercatori filma da una collina mentre gli scienziati prendono appunti. Un uomo, forse il vulcanologo prof. Cumin, guarda il paesaggio con l'aiuto di un binocolo. La troupe della Incom su muli lungo le mulattiere si inerpica verso le quote più alte.
Le scene si ripetono poi ancora sebbene variate nei momenti e nelle angolazioni....