Catastrophes of Southern Italy. Photogénie and Remediation of Natural Disasters
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Eruzione dell'Etna

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ERUZIONI
L'opera assembla due filmati. La prima parte è relativa all'eruzione di Mascali del 1928, la seconda a un'eruzione del 1922. Entrambe sono intervallate da didascalie. Nella sezione iniziale è presente sullo sfondo l'aquila romana, simbolo del fascismo e dell'Istituto Nazionale Luce, produttore dei filmati. Ma anche il linguaggio della seconda opera (precedente) riprende gli stilemi del periodo. Non si conoscono le ragioni dell'assemblaggio (una possibile proiezione unificata?). Le riprese, realizzate probailmente su cavalletto spesso, puntano l'attenzione sulla «cresta» del fronte lavico e sullo sgretolarsi delle rocce. È presente la distruzione di alcune infrastrutture locali, strade in particolare. L'operatore entra dentro le case e riprende dall'interno la colata a ridosso delle abitazioni, alternando diversi punti di vista. Molte immagini sono dedicate agli scoppi delle cisterne per la raccolta dell'acqua. Alcune riprese catturano i bagliori notturni della lava (si tratta di uno dei primi tentativi). Le immagini restanti raccontano il «procedere inesorabile» della lava che distrugge vegetazione, case e artefatti, mentre gli abitanti portano via su camion i pochi beni salvati (tavoli, sedie, quadri). Il secondo filmato, relativo al 1922, non è identificato geograficamente. Si apre con una citazione virgiliana dall'Eneide riferita all'Etna, per poi concentrarsi sulla percezione fisica della lava che si «estende e avanza come una massa aspra e rocciosa». Ciò si traduce in una serie di riprese ravvicinate che si assestano sul movimento del fronte lavico, sul raffreddamento e sui blocchi di lava che si ergono come «occhi fantastici». Quando gli alberi vengono abbattuti, l'impressione è palpabile, si sussulta per gli scoppi inaspettati mentre la popolazione continua a mettere in salvo i propri beni (portandoli via anche dalle finestre dei piani superiori) o rompendo i muri per prenderne la materia prima. Le donne invece «impietrite alla ruina sgranano i loro rosarii». Il lavoro sulla percezione torna evidente quando le didascalie e le immagini si concentrano sulle case e sulla loro graduale distruzione nel tempo. La scena finale mostra la celebrazione di una messa nei pressi di un altare vicino alla lava. Fonte e video al link. Per una descrizione del fenomeno e altri documenti correlati si vedano "Etna 1928" ed "Etna 2023" o gli esempi a seguire....
Sicilia
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