Il filmato sonorizzato in bianco e nero riutilizza la stessa base di immagini circolate in Italia e in Francia dedicate a Stromboli nell'anno precedente (1936). Rispetto a quei documenti, i cui titoli si riferivano più genericamente all'eruzione e all'attività dello Stromboli, qui nel commento inglese si marca il sensazionalismo sottolineando uno stato vissuto «all'ombra della morte». Sia la componente musicale che il tono della voce fuori campo contribuiscono a questa atmosfera. Per questo, la voice over inglese sottolinea che nella piccola parte del mar Tirreno a Nord della Sicilia si trova quella che viene definita come «rugged» (aspra, rude, ruvida) isola di Stromboli, avvolta dalle emissioni di lava e dai gas, in attività da tempo. Ai piedi della sua «forbidding shadow» (ombra proibitiva, ostile, minacciosa) c'è un piccolo paese dove uomini e donne trovano dei «peaceful ways» (modi tranquilli) di vita come se l'«awful danger» (terribile pericolo), che li minaccia, fosse a migliaia di miglia lontano. Gli abitanti vengono mostrati al lavoro nelle loro case, con le loro famiglie e lungo le coste dove si dedicano all'attività della pesca manuale mentre una nave enorme appare sullo sfondo (segno dei tempi moderni che giungono nell'area). In altri filmati, la voce fuori campo soprattutto dei cinegiornali fascisti sottolineano su immagini simili la dedizione al lavoro e il carattere sereno invece della vita che scorre ai piedi del vulcano. In un filmato italiano importato in Francia, invece, si parlava della rassegnazione della popolazione nella vita quotidiana dovuto all'impossibilità di evitare dei cataclismi naturali, mentre altre catastrofi come la guerra, causate dall'uomo, erano più temute. Si possono notare sul finale degli uomini, forse osservatori scientifici, sul versante più alto del vulcano in attività.