Nel volume "Catania. La città moderna, la città contemporanea" (a cura di Giuseppe Giarrizzo, Domenico San filippo Editore, 2012, p. 307), Alessandro De Filippo descrive così l'opera (presente del DVD allegato): le immagini «mostrano la lava che lambisce la stazione ferroviaria di Belpasso-Camporotondo. C’è la distruzione e l’orrore del torrente di fuoco, ma c’è anche la reazione dei cittadini etnei, che strappano alla lava tutto ciò che può servire alla ricostruzione: gli alberi sono abbattuti e sottratti al fuoco per essere poi utilizzati come materiale edile». Nelle didascalie in francese del filmato, visibile in una copia diffusa sui social, la lava «atterisce» la popolazione ripresa mentre cammina a ridosso del «terribile flusso» o di spalle interamente catturata dal fronte lavico (c'è anche qualche donna). L'operatore cerca di riprendere anche la lava che scende, si raffredda e si sgretola o le emissioni dal fronte. Dagi studi sullo storico delle eruzioni dell'Etna, potremmo dedurre che non si tratta dell'eruzione del 10-23 settembre 1911, legata alla frattura di un sistema in direzione Nord-est, da 3000 a 1650 metri, nelle aree di Randazzo e Linguaglossa (Solicchiata e Rovvitello). Il filmato è da riferirsi piuttosto alla prima eruzione del 1910 che interessò proprio le aree di Belpasso, Nicolosi e Borrello, tra il 23 aprile e 18 aprile 1910. Sarebbe da escludere la seconda, che iniziò a fine dicembre e proseguì nel gennaio del 1911 perché interessò l'area della Valle del Bove e non provocò danni a cose o persone, tranne per l'intensa ricaduta di cenere.
Per una descrizione del fenomeno e altri documenti correlati si veda la raccolta "Etna 1910" o gli esempi a seguire....