Come nei precedenti film di finzione, "Il vangelo secondo Matteo" (1964) e "Porcile" (1968), in "Teorema" (1968) Pasolini non usa le immagini dell'Etna in fase eruttiva.
Le sequenze del vulcano, presentato come un deserto simbolico e un luogo sacro, non escludono il suo potenziale esplosivo. Le scene dell'Etna ricorrono lungo tutto il film, rappresentandone un asse portante. Molto iconica e famosa è la scena finale in cui uno dei personaggi, nudo, lancia un urlo verso il cratere centrale, come ultimo atto di una crisi interiore che può, finalmente, esplodere in tutta la sua fatidica ineluttabilità....