Il brevissimo filmato cinegiornalistico in bianco e nero è datato 22 luglio 1960 per cui si tratta di riprese legate all'attività esplosiva del Cratere Centrale fra il 17 e il 20 luglio. Non si parla di colate laviche per cui le riprese corrispondenti nel filmato potrebbero essere riferite ad altre eruzioni. I dati e le ipotesi sono quindi da rivedere. Ad ogni modo, sul piano filmico, il documento si apre con un tappeto enfatico musicale e di rumori. Esso racconta, per mezzo di una voce fuori campo, l'esplosione dell'Etna come «uno spettacoloso fungo simile a quello di una esplosione atomica». La metafora ricorre altre volte fra gli anni Cinquanta e Sessanta anche nell'area vesuviana ed eoliana. La sequenza successiva comprende delle immagini della colata sulle pendici del monte e l'avanzare del fronte lavico, altissimo rispetto alle persone che lo osservano a ridosso. Le riprese in dettaglio della caduta di agglomerati dalla colata in via di raffreddamento, ancora non pienamente solidificati, vengono potenziati dal commento che nota come «massi grandi come autobus sono stati scagliati verso il cielo dalla titanica forza della natura rotolando a valle fra i terreni coltivati». Il montaggio muove le immagini sulla cima innevata del vulcano. Su un camioncino si legge la scritta: «Dio sei grande | Aiutaci tu». Le scene successive riprendono tramite un camera car la strada e la sciara nella parte sommitale. Qui la voice over precisa enfaticamente che «il fenomeno dell'Etna è incontrollabile. I vulcani – personalizzandoli – posseggono un carattere perverso. La loro pazzia è improvvisa. E sempre sul fronte dell'eruzione la pioggia lavica e i lapilli incandescenti devastano i vigneti e gli oliveti». Molti frammenti qui mostrano gli effetti della loro caduta: con il dettaglio di una mano per misurarne dimensioni e peso, una signora che spazza con una scopa di saggina una strada e altri abitanti uomini che creano cumuli con delle pale ai margini di una via in un paese. «L'Etna – conclude il commentatore – brontola quando meno te lo aspetti. Lapilli e ceneri coprono di una coltre nera città e campagne. Ma fino a quando dura così, i Siciliani spalano e ringraziano il Signore». Il filmato si chiude con una panoramica in campo lunghissimo per mostrare il cielo cupo che sovrasta il territorio. Fonte completa al link. Per una descrizione dei fenomeni dell'anno e altri documenti si veda la raccolta "Etna 1960", a partire dagli esempi di seguito....