Il cortometraggio di finzione, presentato all'Italian Pavilion di Cannes e al Social World Film Festival, racconta di un chiosco ambulante di "O pere e 'o Musso" (scarti di macelleria) apparso in un paese. Il piccolo protagonista, Tommaso, che si reca presso lo stesso, vede il proprio destino intrecciarsi con quello di Vittorio, il macellaio proprietario. Ma nella sera in cui è ambientato il film niente è come sembra, e anche partecipare a una "gustosa lotteria può trasformarsi nella peggiore delle catastrofi". Si tratta di un'opera incentrata su dinamiche psicologiche e umane, ambientata in un contesto campano in cui l'inganno, la fatalità e le scelte possibili sono narrate con uno stile che tende al thriller. La narrazione gioca sul contrasto tra la quotidianità popolare e l'idea di catastrofe (naturale e non), utilizzando l'immagine di un evento distruttivo improvviso come metafora delle vite umane nel territorio....