Marco Neri, vulcanologo INGV, realizza per "Galileo" (Rai Scuola) un servizio, destinato poi al web, in cui esplora e mostra l'attività dell'area sommitale dell'Etna con i suoi crateri. Nel filmato sono presenti anche immagini d'archivio di eruzioni passate. Lo scienziato ricorda che si tratta di un vulcano “a condotto aperto”, che possiede cioè un condotto centrale che mette in comunicazione l’interno della Terra, dove hanno origine i magmi etnei ad oltre 30 km di profondità, con la superficie terrestre. Esso consente al magma di risalire continuamente, liberando le fasi volatili attraverso l’area craterica sommitale dalla quale emerge il caratteristico pennacchio gassoso che si osserva ogni giorno sulla cima dell’Etna. L’area dei crateri sommitali non rimane mai uguale nel tempo ma si trasforma continuamente. Solo centoventi anni fa la cima del vulcano culminava con un unico Cratere Centrale, mentre oggi ne troviamo cinque, a riprova di rapidi e marcati cambiamenti morfo-strutturali. Il conduttore è ripreso in questi ambienti per indicarne alcune tracce....