Il flmato in bianco e nero privo di sonoro, ripresentato nel 1933, si riferisce all'eruzione del 1928 di Mascali, come si evince anche dal nome della stazione.
Intitolato significativamente "Inferno", si apre con una didascalia che recita: «Di tanto in tanto Madre Terra squarcia l'uomo e le sue misere opere con qualche potente convulsione – ed è questo che succede quando la Terra ‘impazzisce’».
Le sequenze iniziali si soffermano sulle emissioni di gas delle aree sommitali o di fumarole. L'osservazione si sposta poi sulla discesa del canale lavico fino al fronte del suo raffreddamento.
La seconda parte riprende immagini degli abitanti che cercano di salvare i propri beni con i carretti. Alcuni sono ripresi sui tetti mentre prelevano tegole e travi (la camera è posta allo stesso livello).
Case ed edifici vengono distrutti insieme alla linea ferroviaria.
Fonte completa al link. Per i caratteri dell'eruzione in generale e i documenti connessi si veda la raccolta "Etna 1928" o gli esempi a seguire....