L'autore delle riprese (tendenzialmente lunghe panoramiche continue) usa la camera a mano, senza cavalletto. È evidente dal carattere mosso delle immagini, che inquadrano in maniera molto ravvicinata: dapprima in prospettiva, rispetto all'area dei crateri, per poi concentrarsi a seguire sul flusso lavico e ancora, in dettaglio, sul ribollire del materiale lavico e sulle piccole esplosioni. Vengono ripresi anche degli uomini a ridosso della colata e, nel finale, una processione, composta da persone che salutano in camera. Non è chiaro se si tratta dell'eruzione del 1923 o del 1928.
Per una descrizione del fenomeno e altri documenti correlati, si vedano le raccolte "Etna 1923" e "Etna 1928" o gli esempi a seguire....