Catastrophes of Southern Italy. Photogénie and Remediation of Natural Disasters
Caos Logo
RaccolteCreatori
About
OutputArchivio
Indietro

Violent Earth

Media 1
Media 2
Media 3
Media 4
Media 5
Media 6
Media 7
Media 8
Media 9
Media 10
Media 11
Data opera
Data fenomeno
Formati e generi
Creatori
N/A
Editori
N/A
ERUZIONI
Il vulcanologo Haroun Tazieff conduce un tour sull'Etna in Sicilia e in Nyiragongo in Zaire durante alcuni momenti di eruzione.
La voce fuori campo inglese, nell'opening del film sulle immagini di vulcani in eruzione fra cui l'Etna nel 1971, con un tono serio e catastrofico, accompagnata da suoni in presa diretta e sonorità gravi, ricorda che «la visione apocalittica del fuoco che proviene dalla terra perseguita o infesta (haunts) l'uomo con un'immagine che investe tutto della natura, che è oltre il suo controllo». Mentre osserviamo pratiche religiose di processioni e persone afflitte, legate sempre alle eruzioni del 1971 sull'Etna, aggiunge che «la storia è piena di prove per lo spirito umano che perdurano contro le forze della natura. Possiamo comprendere, non controllare. Gli uomini restano senza speranza quando affrontano i fantastici poteri della terra violenta».
Dopo i titoli di testa, la prima parte del documentario è dedicata al vulcano siciliano. La voce fuori campo ripercorre il modo in cui la superficie del pianeta alle sue origini si è evoluta attraverso un processo fatto di violenza, che perdura ancora. Su queste parole sono montate le immagini delle esplosioni e delle colate dell'Etna del 1971 notturne. È il vulcano, nel commento, come entità generale rappresentata in questo caso dall'Etna, a «fornire un'immagine infuocata, ardente di un tempo dello sviluppo della Terra». La musica, composta soprattutto da un piano, è grave.
Sempre sulle scene del vulcano siciliano il documentario spiega poi la composizione del magma e il modo in cui questo ha dato forma al pianeta. Seguono delle immagini dell'area desertica sommitale dell'Etna, frutto delle varie colate. Zoomando su un fiore, viene evidenziato il paradosso fra la desolazione grigia e la comparsa della vita nella devastazione.
La sequenza successiva introduce la figura del vulcanologo Haroun Tazieff, all'epoca cinquantottenne, alla guida di un gruppo di scienziati francesi e svizzeri sul vulcano per studiare le emissioni dei gas e comprendere i fenomeni vulcanici. Viene così descritto dal narratore: «In cima al mondo cerca il potere che ha avuto origine nel cuore della terra». Si mostrano i rilevamenti. Gli uomini sono muniti di maschere antigas e mascherine. Per conoscere «i misteri dei vulcani», Tazieff ha condotto la vulcanologia fuori dai laboratori, andando direttamente sul campo.
Il gruppo intorno al vulcanologo, conosciuto come la 'Tazieff's gang', in un momento di pausa, si intrattiene con un canto. È composto da vulcanologi, chimici, fisici nucleari e scalatori alpini. Insieme, informa la voice over, condividono una sorta di devozione atletica e impegno per la scienza e la natura e l'amore per l'avventura. Hanno attraversato insieme molti vulcani in vari continenti.
Tazieff è un vulcanologo ma anche un amante dello sport (è ripreso nel corso di una partita di rugby a Parigi). Questa visione, come dichiara lo stesso, di 'battaglia', di 'sport', di 'sfida' da vincere, ha influenzato la sua visione della vulcanologia.
Le scene successive mostrano la fase esplosiva dell'Etna del 1971 in visione panoramica.
Le immagini qui nel filmato recuperano l'attività di allora del team di Tazieff, trasportando gli strumenti di rilevazione e filmando l'eruzione, vicino soprattutto a nuove aperture. Nel dettaglio vengono mostrate le strumentazioni, la vestizione con le tute e le operazioni sul campo con tutta la potenza richiesta fisicamente e poi visibile sul piano filmico. Gli operatori appaiono, secondo il commentatore, «come cavalieri in qualche mitica giostra o in battaglia contro un drago colpendo con le lance la sua bocca infuocata». Le temperature si aggirano intorno ai duemila gradi e la lava può bucare l'elmetto colpendo l'uomo all'interno. Le operazioni si ripetono «again and again», come le immagini. La musica sottolinea la precauzione nell'avvicinamento e i momenti di pericolo con delle deformazioni sinistre del suono. Gli operatori in mezzo alle emissioni, trasformano la realtà siciliana nella ripresa di un'immagine ultraterrena di science fiction, secondo la voce fuori campo.
Nella sequenza successiva il sottofondo musicale è inquetante. Vi è la discesa della colata del 1971 dell'Etna e il modo in cui «annichilisce» ogni cosa di fronte a sè. In primo piano anche le reazioni desolate degli abitanti alla distruzione dei vigneti e delle case. La popolazione di Fornazzo è rimasta as nella sua terra nonostate i precedenti e la minaccia costante, perché secondo la voice over non volevano lasciare la loro terra. E aggiunge: «La minaccia dell'eruzione è il prezzo che pagano per la maggiore fertilità del suolo».
Alcune immagini riprendono la caduta di un ponte stradale e le folle antistanti con una musica enfatica.
Le persone mettono in salvo le loro cose. Il paese si svuota, ripreso in un camera car e la colata giunge dentro le case. Si cercano punti di vista particolari dal loro interno, come accaduto anche a Mascali nel 1928.
Molti abitanti cercano di rimanere fino alla fine. Vengono ripresi in attività quotidiane con dettagli sulle loro mani rovinate dal lavoro. Qui il narratore commenta: «C'è uno spirito umano che resiste contro le forze della distruzione e si aggrappano alle cose della vita».
Nella sequenza finale, rispetto all'Etna, Tazieff tiene un convegno a degli studenti. «Dopo anni in cui è stato considerato uno scienziato ribelle e un avventuriero, ora è il direttore del National Centre for Scientific Research in Francia».
Il documentario prosegue con la missione a Zaire.

Video e fonte completa al link. Per ulteriori dettagli sui fenomeni e i documenti dell'anno si veda la raccolta "Etna 1971", a partire dagli esempi di seguito....
Sicilia
Loading map...

Nelle stessa raccolta per eventi

Nelle stesse aree

Fenomeni simili