Il brevissimo filmato cinegiornalistico in bianco e nero, accompagnato da voce fuori campo di commento, si riferisce alle eruzioni del 1971 inauguratesi il 5 aprile e proseguite fino al 12 giugno sul fianco Sud ed est del vulcano.
Il documento informa che il paese di Sant'Alfio (insieme a Fornazzo) è una delle aree più colpite dall'eruzione. L'abitato è ripreso in varie parti: dalla chiesa alla piazza del paese. Una vista dall'alto inquadra i paesi sulle pendici dell'Etna. Un successivo dettaglio si sofferma sugli agglomerati di lava che raffreddandosi si distaccano e rotolano tra i campi di mandorli. La zona coinvolta nell'eruzione, precisa la voice over, è fra le più ricche a livello vegetativo con un'economia agricola di vigneti, noccioleti, fruttteti, castagneti. Ma il benessere di questi paesi, aggiunge, non è data solo dalla fertilità della terra vulcanica ma anche dall'«operosità della gente che ha saputo domare la montagna, strappare dalle viscere del gigante le acque preziose». Le inquadrature in dettaglio mostrano la colata ancora viva sotto lo strato più superficiale. Alcune sequenze mostrano la lava incandescente che cola lungo le pendici del vulcano. Nell'ultima parte il commentatore crea una climax verbale che racchiude le potenzialità catastrofiche: si concentra sulle cause e gli effetti di ogni eruzione, ricorda la natura delle eruzioni basaltiche dell'Etna e la loro storicità che si perde nei tempi della leggenda. La più forte eruzione ricordata, quella del 1669, si spinse fino a Catania. In questa occasione, conclude, è scesa fino a 500 metri, «due settimane di grande paura e distruzione». Viene aggiunta una sonorità che riproduce quasi la lentezza del battito cardiaco e un rumore sinistro che sottolinea il clima di paura.
Video e fonte completa al link. Per ulteriori dettagli sui fenomeni e i documenti dell'anno si veda la raccolta "Etna 1971", a partire dagli esempi di seguito....