Catastrophes of Southern Italy. Photogénie and Remediation of Natural Disasters
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Close-up on the Etna still. The Lava Flow to the Santa Alfio doors. One requested with Santa Alfio (L’Etna encore)

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ERUZIONI
Il breve reportage in bianco e nero commentato in francese e sonorizzato si rifereisce alle eruzioni del 1971 inauguratesi il 5 aprile e proseguite fino al 12 giugno sul fianco Sud ed est del vulcano.
L'opera è strutturata partendo dal tipico suono delle campane in Sicilia come forma di allarme e di raccolta in preghiera nelle chiese.
Si mostra il dettaglio di alcune donne che escono da una di esse. In questa scena il profilo dell'immagine della madonna sullo sfondo all'interno della chiesa, retroilluminato, sembra quasi ripreso e montato in contrasto rispetto alla luminosità della lava. «Ma anche questa volta, sottolinea la voce fuori campo, il miracolo non è avvenuto».
Si sono create cinque colate di lava, aggiunge la voice over, mentre si mostrano le immagini di un canale lavico ingrottato sotto una superficie raffreddata. I canali formano come dei torrenti, estesi anche per un chilometro.
In quaranta giorni si sarebbero riversati 70 mila metri cubi di materiale, secondo la nota del filmato, distruggendo colture e case.
La musica diventa sinistra e con una climax, partendo da una panoramica vedutista che viene zoomata e poi dettagliata per mostrare il fianco del vulcano interessato dalla colata e i vari aspetti della sua dinamica, il regista mostra reazioni, gesti ed espressioni degli abitanti alla distruzione del luogo e degli abitati. Il suo sguardo indaga con la camera tali aspetti cogliendo con primi piani diversi particolari in una serie di scene: una donna porta al volto un fazzoletto di stoffa; un'altra tiene la chiave della propria casa appesa al cinturino del grembiule (tipico delle donne siciliane della seconda metà del Novecento sugli abiti neri); un uomo sfiora con la mano la propria testa nella parte retrostante, in segno di preoccupazione; una donna manifesta un gesto di afflizione fra altri; un uomo, infine, si appoggia a un bastone rassegnato. Anche fra i lavori per la messa in salvo del vino o dell'olio, il regista volge la propria attenzione a dettagli inediti come il momento del travaso dei liquidi.
Nel frattempo la voce fuori campo ricorda che gli esperti hanno confrontato questa eruzione con quelle del 1950 e del 1928. Della prima «la nuova eruzione ne distrugge ciò che riposava ormai».
Alla distruzione delle case, che viene accompagnata con un sonoro che riporta il fragore esplosivo quasi come una carica di fucile, seguono i camion delle forze dell'ordine che portano della cenere lavica raffreddata per deviare o arginare la discesa.
Alcuni scienziati, fra cui Haroun Tazieff, svolgono dei rilevamenti sperimentali delle emissioni dei gas dotati di tute con cui salgono sul fronte lavico e con delle aste prelevano i dati necessari.
Nell'ultima parte, con un sonoro orchestrale più leggero, festoso ma anche qui con una gradualità crescente di intensità, il regista chiude su alcuni dettagli della vegetazione in fiamme e l'eruzione notturna che rimarranno come «impronte terrificanti», contrastando quindi il senso del tappeto sonoro.

Video e fonte completa al link. Per ulteriori dettagli sui fenomeni e i documenti dell'anno si veda la raccolta "Etna 1971", a partire dagli esempi di seguito....
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