Il breve filmato cinegiornalistico in bianco e nero, intitolato internamente come "L'Etna brontola dai nostri inviati", mostra due operatori Incom che salgono a fatica sull'Etna con le cineprese in spalla cercando di avvicinarsi al cratere. L'attività eruttiva si riferisce a quella del 12-13 maggio 1961. La voce fuori campo ricorda che l'Etna, di cui si riprendono in campo lunghissimo le esplosioni dei crateri in cima, è di nuovo in piena attività. «Si è svegliato ancora una volta il gigante che domina la Sicilia e ha preso a brontolare, la sua voce cupa e minacciosa giunge ogni giorno sino al mare rotolando per i boschi». Il commento della voice over si stende su un tappeto sonoro composto dai rumori dei boati che accompagneranno tutto il servizio su qualche nota musicale in sottofondo. Gli inviati sono ripresi di spalle mentre continuano a salire a pochi metri dalla colata lavica, che forma talvolta «piccole valanghe incandescenti o suggestive cascate di fuoco». Continuando a riprendere l'attività sommitale e della colata la voice over racconta mitologicamente che: «Sotto il mantello di neve che in estate e inverno copre le spalle di questo gigante freddoloso, le officine di Vulcano hanno ripreso a lavorare a pieno ritmo. Una scia di vapore segna il percorso della lava. È una scena maestosa e selvaggia, una scena che affascina e al tempo stesso atterrisce». La sequenza successiva riprende dettagli ravvicinati del fronte lavico di notte, il percorso dei bracci lavici e le esplosioni del cratere centrale. È possibile notare il miglioramento delle strumentazioni di ripresa che consentono, soprattutto a distanza ravvicinata, un maggiore messa a fuoco. Il commentatore non manca poeticamente di descrivere le inquadrature: «A sera lo spettacolo è ancora più bello, sembra che lungo le pendici dell'Etna un esercito di Ciclopi abbia acceso i fuochi di un suo fantasmagorico bivacco. È l'Etna. Il vecchio gigante dalle mille risorse offre uno spettacolo pirotecnico ai Ciclopi accampati intorno al suo cratere». Rispetto all'impatto dell'eruzione, invece, aggiunge: «Questa volta però il Mongibello è stato generoso con i siciliani e la Sicilia. La colata di lava non ha arrecato alcun danno. L'ira dell'Etna è stata solo platonica. Ha risparmiato infatti i villaggi che sorgono a mezza costa. Non ha nemmeno sfiorato gli splendidi giardini di agrumi. Non ha schiantati i ricchi vigneti della zona. Ha dato solo una ennesima prova della sua potenza, il grande vulcano. Sa benissimo che davanti alla sua forza l'uomo è disarmato».
Fonte completa al link. Per una descrizione generale del fenomeno e altri documenti si veda la raccolta "Etna 1961", a partire dagli esempi di seguito....