Catastrophes of Southern Italy. Photogénie and Remediation of Natural Disasters
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Anno 79 - Gli ultimi giorni di Ercolano

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ERUZIONI
Il film di finzione a colori "Anno 79 - Gli ultimi giorni di Ercolano" è uno dei pochi che all'interno della filmografia dell''eruzione del Vesuvio del 79 d.C. si concentra su un altro centro oltre Pompei. Questa volta la storia è ambientata a Ercolano. Sebbene non si tratti di un adattamento del romanzo di Bulwer-Lytton del 1834 dedicato a "Gli ultimi giorni di Pompei", l'opera presenta sin dal titolo un rimando a quella tradizione, a cui lo associamo anche poi per la modalità di svolgimento del racconto tramite topoi simili.
Quest'opera filmica narra del tribuno Marco Tiberio, nipote dell'imperatore Cesare, che rientra nella città di Ercolano. Dopo alcuni assassini, si crede che i cristiani ne siano gli artefici. Gli viene chiesto di combatterli ma si rende conto che non sono i 'reali nemici'.
A cospirare infatti è Marco Tiberio e la donna presente nel suo palazzo, Diomira. Livia, di nobili origini diventata sua ancella, sorella di un gladiatore, rivela a Marco la congiura. Si unirà ai gladiatori e ai loro uomini per sconfiggere Marco, ma vengono imprigionati e condannati alla crocifissione. L'eruzione del Vesuvio, con un'ascendenza cristiana, giungerà consentendo loro di liberarsi e porre fine alle vessazioni di Marco a Ercolano.
Il film, prodotto dalla Cinesproduzione (la stessa casa del film de "Gli ultimi giorni di Pompei" del 1959 di Mario Bonnard e Sergio Leone) riutilizza delle scene di quel film nella sequenza della catastrofe. L'opera, per aggiungere realismo, introduce delle riprese dal vero soprattutto nella fase dei primi movimenti (quando aumenta il vento, il cielo si incuspisce e si cominciano a sentire dei boati) e per la discesa della lava rapida. È riutilizzato lo stesso modello o adottata la stessa tecnica del film del 1959 per le riprese delle esplosioni del vulcano di natura pirotecnica tramite modellino.
L'eruzione ha inizio nel campo della crocifissione ribaltando il segno del fuoco che ha accompagnato il tutto il film: con la sua presenza fra i cristiani nelle grotte, nei sotteranei durante le lotte dei gladiatori e infine durante la crocifissione.
I protagonisti si spostano poi a Ercolano dove si assiste a cadute di lapilli pirotecnici, distruzioni del set e dei particolari architettonici delle scene. Questi sono riproposti anche dal precedente film, insieme ad alcune come quelle che riguardano i bambini. Il terreno si spacca anche qui inghiottendo le persone (si vedono anche delle fiamme al suo interno).
Alla fine si ha l'immagine di due corpi ricoperti di cenere. Ma la fuga in acqua con le barche non si concentra sul salvataggio dei protagonisti, che comunque compariranno salvi in un'ultima scena finale.

Video e fonte completa al link....
Campania
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