Una delle prime riprese in volo dei vulcani italiani, dopo le ricognizioni per osservare i danni dell'eruzione del 1928 a Mascali. Nel documento, in particolare, si osserva il Vesuvio. Si notino la mancanza di grandangoli che impediscono di cogliere la totalità d'insieme dell'area sommitale e l'assenza di stabilizzazione. Queste prime visioni dall'alto, che si concentrano anche sulle «striature» tipiche del Vesuvio, sottolineano per mezzo delle didascalie eccessive il carattere «candido e fioccoso» del «pennacchio di fumo» e, soprattutto, come «l'ala d'Italia non conosce pericoli» attraversando i «nembi» del «fumo nell'interno del cratere». Ma ancora: «Candidi veli di fumo avvolgono i volatori, giovinezza superba della Patria nei cieli!».