Catastrophes of Southern Italy. Photogénie and Remediation of Natural Disasters
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L'eruzione dell'Etna. Evacuati alcuni paesi alle pendici del vulcano: la desolazione degli abitanti costretti ad abbandonare le proprie case

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ERUZIONI
Il filmato in bianco e nero, di cui non si conserva il sonoro, fa parte del Repertorio Incom. Il prodotto raccoglie varie sequenze, senza quindi un necessario filo logico. Si tratta dell'eruzione del 25 novembre 1950, conclusasi il 2 dicembre 1951. Si riportano qui le immagini tracciate nel filmato in close reading.
Il montaggio del documento parte da una ripresa paesaggistica sul territorio del vulcano sferzato dal vento. Un camion, carico di masserizie di una famiglia di sfollati, percorre una strada sterrata e scompare dietro una curva. Attraverso un primo piano ci si concentra su un uomo anziano con una sciarpa in testa. Alcuni abitanti sono ripresi da lontano e osservano le emissioni di gas provocate dalla colata lavica.
Sul campanile di una chiesa un uomo, ripreso di spalle, percuote i batacchi delle campane per richiamare gli abitanti del paese (ripreso poi da vicino e da varie angolazioni) e due ragazzi corrono verso l'ingresso di una chiesetta.
Dalle immagini della campagna alle pendici dell'Etna, si intravedono le emissioni sprigionate dall'eruzione del vulcano. Le campane nel frattempo continuano a suonare e un uomo dall'alto della chiesa agita contemporaneamente un fazzoletto bianco.
Alcune immagini notturne in panoramica mostrano una delle località minacciate dall'eruzione vulcanica (secondo la ricostruzione dell'Archivio Storico Luce si tratta di Milo). Dei riflettori, producendo un fascio di luce, illuminano qua e là le abitazioni. Barbagallo (secondo la ricostruzione dell'Archivio Storico LUCE), una delle più note guide dell'Etna, seduto sul pendio del vulcano, si porta la mano sulla fronte mentre osserva la colata lavica. Seguono altre immagini notturne probabilmente delle aree di Rinazzo o Pianobello (secondo la nota archivistica, sempre nel territorio di Milo), illuminate da un faro. Un grande riflettore di forma circolare produce intensi fasci di luce.
Gli inviati della Incom condotti dal regista Paolella e da guide locali (secondo la nota dell'archivio) salgono a piedi o a cavallo lungo i fianchi del vulcano portandosi ad alta quota.
Alcune vedute dei fianchi del vulcano attivo e altre immagini notturne di una località del catanese (non ben identificata): un faro illumina la facciata di una chiesa, poi si sposta a illuminare altri edifici del centro abitato.
Operatori della Incom sull'Etna svolgono delle riprese, mentre viene mostrato il particolare di una mano che regola l'obiettivo e un uomo alla cinepresa. Vengono riprese immagini del suolo vulcanico.
Operatori e inviati della Incom salgono ancora a cavallo lungo i fianchi del vulcano, li accompagnano a piedi guide locali. Il vulcanologo prof. Cumin e Barbagallo (secondo la ricostruzione d'archivio) osservano uno strumento scientifico di forma circolare.
Gli abitanti in una piazza di Milo appaiono con camion carichi di suppellettili nei pressi della chiesa del paese, di cui è visibile la facciata in stile barocco. Seguono altre immagini di camion carichi di masserizie e provviste fermi su una strada del paese. Viene ripresa una processione, le donne portano veli o fazzoletti in testa. Gli abitanti continuano a caricare sui camion e sui muli. Una bambina con una sciarpa avvolta intorno alla testa sta con le braccia conserte sulla soglia di casa.
Un agente di polizia parla con una donna anziana vestita di nero che piange. Un camion carico di masserizie si allontana lungo una strada. Due donne con il capo coperto piangono. Alcuni uomini compaiono inginocchiati lungo il ciglio di una strada. Un lungo corteo di camion carichi delle suppellettili degli sfollati è ripreso sulla strada che conduce a Zafferana e a Sant'Alfio, seguiti da una camionetta dei Vigili del Fuoco. Il primo piano di un uomo anziano con una sciarpa legata intorno alla testa manifesta un'espressione affranta. Si susseguono varie immagini degli abitanti dei paesi minacciati dall'eruzione mentre caricano sui camion i mobili delle abitazioni che devono abbandonare. Emissioni dense fuoriescono da piccoli crateri lungo le pendici dell'Etna, ciottoli di lava solidificata rotolano lungo i fianchi del vulcano.
Un uomo e una donna anziani camminano lungo una strada, l'uomo porta in spalla un grande cesto. Un bambino con il volto triste si ripara dal freddo con una coperta. Viene mostrato un particolare dei cartelli con numeri attaccati sul parabrezza di alcuni camioncini, che riporta il numero identificativo seriale. All'aperto, in mezzo a un boschetto brullo, sono raccolti un'automobile, un divanetto, e altri mobili sparsi qua e là. Con un dettaglio ci si sofferma su alcune ceste contenenti oggetti di uso domestico. Proseguono le operazioni di caricamento dei mobili sui camion. Due giovani in mezzo alla campagna vengono ripresi in osservazione immobili dietro una recinzione di filo spinato. Un militare legge una carta, accanto a lui un uomo tiene d'occhio qualcosa legato all'eruzione o alle procedure dei soccorsi con un binocolo. Su un campanile, un uomo ripreso di spalle percuote ancora con forza i batacchi delle campane. La parte finale si concentra sulle immagini dell'eruzione vulcanica: cumuli di emissioni dense e nerastre contrastano con le vedute della vetta innevata dell'Etna. Si osservano poi ciottoli di magma solidificato sulla vetta dell'Etna. Si mostra fra queste dall'alto un centro abitato alle pendici del vulcano. Alcuni operatori della Incom alla cinepresa filmano l'attività del vulcano. Un uomo ripreso di spalle, probabilmente il regista Paolella, dà indicazioni agli operatori. Il documento si chiude ancora una volta con le immagini riprese da vicino delle emissioni che fuoriescono da un cratere del vulcano innevato....
Sicilia
Milo
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