Catastrophes of Southern Italy. Photogénie and Remediation of Natural Disasters
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Aspromonte - La terra degli ultimi

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FRANE
Il film di finzione di Mimmo Calopresti trae ispirazione dalla storia e dalla realtà dell'area dell'Aspromonte in Calabria, segnata nel 1951 da disastrose alluvioni e frane. L'opera è tratta dal romanzo "Via dall'Aspromonte" di Pietro Criaco. Sebbene il nucleo centrale sia dedicato al tentativo degli abitanti di costruire una strada negli anni Cinquanta in un territorio poco sviluppato dalle politiche per la natura impervia e geologicamente instabile del massiccio dell'Aspromonte, caratterizzato da rilievi frastagliati e valli profonde soggette a erosione, rimanda alla vicenda reale del villaggio di Africo in quel periodo, sfavorito nel tentativo di superare la marginalità sociale e l'arretratezza economica anche dalle difficili condizioni idrogeologiche e dai dissesti derivanti. La trama ruota quindi intorno alla mancanza di una strada che colleghi il borgo al resto del mondo. L'opera di Mimmo Calopresti mostra infatti come l'isolamento geografico e le condizioni meteorologiche avverse (piogge e fango) segnino il destino di un'intera comunità, impedendo persino i soccorsi medici di base. Anni dopo, gli eventi naturali resero il paese inagibile e pericolante, portando al suo totale abbandono e al trasferimento forzato della popolazione verso la marina (Africo Nuovo). La decisione degli abitanti di costruire la strada con le proprie mani è un atto di ribellione contro un destino di isolamento imposto sia dalle forze amministrative che dalla morfologia del territorio. Le frane della struttura creata e gli sforzi necessari per ricostruirla, in assenza anche di un supporto istituzionale, simboleggia la precarietà e l'abbandono degli "ultimi". Il lungometraggio è stato girato prevalentemente nel borgo fantasma di Ferruzzano, che condivide con Africo una storia simile di abbandono dovuta a terremoti e instabilità del suolo. In questa produzione si mostrano le immagini del reportage "Africo" realizzato nel 1948 dell'Europeo con il giornalista Tommaso Besozzi e il fotografo Valentino (Tino) Petrelli dell’agenzia fotogiornalistica Publifoto. Quando, nel 1951, un’alluvione distrusse Africo, l’eco di quel reportage indusse il Governo a trovare le risorse economiche per la costruzione di nuovi caseggiati.
Per approfondire il fenomeno e i documenti si vedano sia la raccolta specifica dedicata ad "Aspromonte 1951" che il percorso dedicato ai fenomeni che colpirono nello stesso anno tre regioni in "Sardegna, Sicilia e Calabria 1951". Di seguito alcuni esempi....
Calabria
Africo, Ferruzzano
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