Catastrophes of Southern Italy. Photogénie and Remediation of Natural Disasters
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Nel 1951, l'Aspromonte viene colpito da un'alluvione che devasta la Calabria tra il 14 e il 19 ottobre. Le piogge torrenziali causano frane e inondazioni che distruggono quasi completamente i centri abitati di Africo Vecchio e Casalnuovo. Ad Africo si contano 9 vittime. Il disastro porta all'abbandono definitivo di Africo Vecchio, che oggi è un "paese fantasma". La popolazione viene inizialmente trasferita in alloggi di fortuna e successivamente reinsediata ad Africo Nuovo, sulla costa ionica. L'evento fa parte di un momento di alluvioni e frane che si abbatterono su tutta la regione e anche sulla Sardegna e sulla Sicilia (si veda la raccolta dedicata), ma nel caso di Africo ci sono testimonianze e opere specifiche.

Dai documenti tracciati finora, la rappresentazione dell'alluvione dell'Aspromonte del 1951 si caratterizza per un forte impegno civile, volto a denunciare l'isolamento e la povertà estrema delle comunità montane calabresi. La testimonianza più celebre è quella del giornalista Tommaso Besozzi, che documenta la tragedia per il settimanale L'Europeo. I reportage sull'alluvione contribuiscono a fare del borgo il simbolo delle condizioni al Sud nell'immaginario nazionale. In epoca recente, l'evento e il contesto di quegli anni sono stati portati sul grande schermo con "Aspromonte - La terra degli ultimi" (2019), diretto da Mimmo Calopresti....
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