Catastrophes of Southern Italy. Photogénie and Remediation of Natural Disasters
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Arriva la bufera

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N/A
ERUZIONI
TERREMOTI
VENTI
Nel film di finzione a colori "Arriva la bufera", diretto da Daniele Lucchetti, le catastrofi naturali fungono da metafora centrale e da snodo per la narrazione grottesca. Il titolo si riferisce sia alla minaccia del disastro che alla tempesta politica e sociale che sta per travolgere i personaggi corrotti del film. La catastrofe fa da specchio al crollo dei costumi e della moralità pubblica (seguendo forse le vicende del periodo di Tangentopoli in Italia). L'opera mette in luce il degrado causato dall'uomo suggerendo un'idea di una catastrofe ecologica e civile.
La storia è ambientatala in una cittadina del Sud, minacciata da un vulcano e dalle sinistre presenze di immense discariche e dai grandi inceneritori. Un giudice, Damiano Fortezza, viene trasferito dal Nord, un uomo triste e mediocre, abbandonato dalla fidanzata. Si trova subito in mezzo a una realtà complessa e spesso assurda. Tutto il paese è sotto il giogo delle tre sorelle Fontana: Emma, Esmeralda e la bella Eugenia che sta per sposare l'amatissimo avvocato Mario Solitudine, il più famoso imbroglione della zona. Il giorno delle nozze tra Eugenia e Mario, Fortezza fa arrestare lo sposo durante la cerimonia. Per far fuggire Mario, Eugenia cerca di corrompere Damiano offrendo se stessa, ma nel frattempo se ne è innamorato e non accetta la proposta. Alla fine Fortezza, commosso e persuaso dal sincero amore di Mario, lo fa fuggire e chiede la mano di Eugenia. Mentre si celebra il matrimonio, ha inizio l'eruzione del vulcano. L'inceneritore esplode e cadono ovunque, come bombe vulcaniche e lapilli, sacchi di spazzatura.
Sin dall'inizio del film il vulcano, le eruzioni e i terremoti che ne possono derivare assumono una centralità forte. Il vulcano appare in sogni o incubi dei protagonisti, tramite un modellino. Nella prima scena, in controluce e sullo sfondo di una fontana pirotecnica, compare una donna che canta musica d'opera. La miniatura è filmata riprendendo l'area sommitale e il suo interno buio, come presagio della catastrofe. Un altro set in scala presenta la ricostruzione della città di Catania ai piedi, anche se il film non si colloca in nessun spazio urbano realmente esistente. Un altro sogno è completamente ambientato nell'area sommitale del vulcano: il processo al protagonista, in compagnia di tutti gli altri personaggi. Dopo l'incubo del giudice, si ha una prima scossa di terremoto in casa che porta all'abbassamento della luce e al tremore degli oggetti. Il disastro finale è più volte preannunciato da una delle protagoniste, una sorta di esperta dell'INGV. Una scena è ripresa realmente in un osservatorio dell'Etna. Essa ricorda, sempre molto metaforicamente, la pericolosità della vita su un vulcano e profetizza come una moderna Cassandra il «diluvio di fuoco» nel finale che sterminerà secondo la stessa tutti tranne alcuni organismi. L'esplosione culminante genera un parallelismo tra l'eruzione del vulcano e l'incendio dentro l'inceneritore. L'inizio è anticipato dalla visione con un montaggio di raccordo del modellino vulcanico precedente e la combustione della spazzatura come se fosse lava che pian piano si frantuma come un fronte lavico. La spazzatura cadrà come pioggia di ceneri e lapilli sul paese, aiutata da una bufera. Le immagini si chiudono sull'interminabile fase di ricostruzione, che sembra anticipare l'idea di un nuovo business come lucro....
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