Il documento audiovisivo fa parte della serie "Italia" realizzata dal giornale Luce dedicata all'isola Vulcano. La voce fuori campo, femminile (fra le poche), annuncia (quasi come un titolo) che l'opera tratterà della: «Sicilia pittoresca: aspetti dell'isola di Vulcano che pur essendo interessantissima e avendo bellezze panoramiche di primordine, e pressapoco deserta, è una delle meno conosciute fra le sette isole delle Eolie».
Siamo negli anni prima del boom economico che segnerà la svolta turistica. La voice over e le immagini ci mostrano, fra le aree di origine vulcanica, le zone meridionali boschive: «selvagge e pittoresche». L'isola è sorta dal fondo del mare tramite eruzioni submarine per cui è un «susseguirsi di crateri». Nelle immagini si vede un uomo che attraversa questi paesaggi e accompagna le percezioni fisiche dello spettatore fra le «rocce che abbondano di allume».
Sul versante, che si affaccia sul porto di Levante, il commento sottolinea il commento sui frame relativi che «i complessi fenomeni di vulcanismo hanno meritato alla zona il nome di 'Campi Flegrei della Sicilia'».
La profondità del mare, la natura della costa piena di rocce vulcaniche frastagliate e la forza dei venti provoca delle «collere» (mareggiate) di cui si mostra un esempio.
Le rocce «foracchiate di piccoli meati incrostati di zolfo fumano emettendo anidride solforosa che impregna l'area».
Il documento si sofferma poi sulla cosiddetta 'pianura delle fumarole' in cui «bolle a cento gradi un nero fango che emette un fortissimo odore di idrogeno solforato».
Viene illustrata infine la misurazione tramite uno strumento scientifico, seguito dalla salita sui fianchi del vulcano con l'uso di una maschera per le emissioni di anidride solforosa.
«Ma lo spettacolo – conclude la commentatrice – vale la faticosa ascensione».
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