Catastrophes of Southern Italy. Photogénie and Remediation of Natural Disasters
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La vita degli altri

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ERUZIONI
Il film di finzione "La vita degli altri" del 2001 non presenta eruzioni esplicite ma inserisce all'interno della propria trama la previsione di una nel territorio vesuviano, in cui si sviluppano simbolicamente le vicende.
Per tutta la vita Mariano si è identificato nelle leggi della Camorra, obbedendo a regole di appartenenza e fedeltà e ponendo gli interessi del clan al di sopra di tutto. Ora ha scoperto di essere stato tradito e che l’attentato in cui venti anni prima morì sua moglie fu voluto dagli stessi uomini a cui ha creduto. La sorella, Teresa, non intende rinunciare al potere che l’appartenenza alla Famiglia le ha sempre garantito e lo attacca violentemente fino a scegliere di schierarsi con i suoi nemici. Il protagonista perde la fiducia in tutto. Ed è troppo tardi anche per dare ascolto al magistrato che cerca di convincerlo a collaborare con la giustizia. Mariano, completamente solo, affronta i suoi ultimi giorni rifugiandosi nella sua villa alle pendici del Vesuvio.
Le autorità e gli scienziati dell’Osservatorio Vesuviano, presenti sin dall'inizio del film, temono un’imminente eruzione e attivano un piano di monitoraggio. Si sorvola l'area, intensamente abitata, per stimare gli effetti. Una vulcanologa è inviata nella villa di Mariano per installare gli strumenti di rilevamento. È Luisa, una giovane e fragile donna che nasconde nel lavoro la solitudine e il vuoto affettivo della sua vita. Sono diversi ma il senso di sconfitta che vivono entrambi li spinge l’uno verso l’altro. Mariano sa parlare alla parte più intima di Luisa e la aiuta a ritrovare sicurezza e a liberarsi dal mortificante rapporto sentimentale con Marco, un collega che la tradisce e ne sfrutta il lavoro. Lei viceversa tenta di sanare la dolorosa frattura tra l’uomo e la figlia, che lo rifiuta, e si spinge fino a offrigli rifugio a casa sua quando capisce che la vita di Mariano è in pericolo.
Nel frattempo sul vulcano si muovono già gli interessi criminali per la ricostruzione. La catastrofe del protagonista, a cui fa da contrappunto il Vesuvio sempre più minaccioso, è forse ineluttabile.
Il film si chiude con un boato sonoro e un commento testuale in didascalia che cita un passo di Plino sull'eruzione del 79 d.C. in cui si sottolinea il carattere rapido dell'eruzione e l'incredulità per il fatto che sarebbe stato possibile agire prima del disastro, ma gli abitanti non si mobilitarono....
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