Il mediometraggio a colori, realizzato dal regista Paolo Saglietto, più che un semplice resoconto esplora la sfida umana al vulcano.
Nel film «L'Etna è un mondo in continua creazione»: distrugge ma edifica, semina morte ma prepara la vita. Il regista parte dalla natura del vulcano con immagini di emissioni di gas, cenere, lapilli e canali di lava che scorrono minacciosi e li alterna con dipinti delle stesse scene (i quadri raffigurati sono di Corrado Cagli).
«Non vi è lembo di questa terra bruciata dove non rinasca ostinatamente la vita»: erbe, arbusti, alberi, ginestre, spino santo, pini, betulle, esili violette e un imponente castagno. A bassa altitudine troviamo, invece, i caratteristici giardini di agrumeti.
Ma il nemico principale per Saglietto rimane l’uomo, la sua presenza vandalica. Sono mostrate immagini di rifiuti lasciati dai turisti, gli sfruttamenti del territorio, gli interventi sconsiderati come l'edificazione di strutture che entrano in contrasto con il paesaggio circostante.
La conclusione è affidata alla figura di un fotografo che, nel suo procedere, scatta diverse foto del paesaggio etneo.
Le immagini delle eruzioni dovrebbero essere state riprese durante le eruzioni del 1971 inauguratesi il 5 aprile e proseguite fino al 12 giugno sul fianco Sud ed est del vulcano.
Fonte completa al link. Per ulteriori dettagli sui fenomeni e i documenti dell'anno si veda la raccolta "Etna 1971", a partire dagli esempi di seguito....