Il filmato documentario, in bianco e nero e di brevissima durata, mostra le solfatare di Pozzuoli e alcune riprese dello Stromboli in attività. Le immagini sono state utilizzate già nel filmato "Attività vulcanica", datato fra il 1940 e il 1945. L'opera prosegue poi con alcune sequenze di un vulcano su un'isola delle Hawaii per un'associazione di cronaca storica. Fra i motivi di interesse si segnala il commento della voce fuori campo che ricorda come «la scienza atomica, lo studio dell'infinitamente piccolo, ha fatto passare in secondo piano lo studio dell'infinitamente grande». «Il nostro pianeta – prosegue – si prepara forse a richiamare l'attenzione degli scienziati sulle immense e tenebrose viscere, accentuando nel mondo l'attività vulcanica: le solfatare di Pozzuoli che sono in una nuova fase di effervescenza; così lo Stromboli, uno dei più 'lunatici' vulcani». Nella seconda parte, come resoconto di eventi catastrofici in quel periodo, le immagini passano alla rappresentazione di un cielo nuvoloso, illuminato da lampi durante un temporale. Ciò introduce il racconto dell'alluvione del Tevere dopo due anni di siccità, come nota la voice over: si sono aperte le «cataratte del cielo». Si osservano in successione: un terreno fangoso battuto dalla pioggia, i pini di Roma investiti dal vento e dall'acqua piovana, un angolo di un parco romano con belvedere allagato, un viale del Gianicolo sotto le precipitazioni, una veduta di Roma con ponte Sant'Angelo semisommerso dal Tevere in piena e infine un'automobile in transito su una strada suburbana alluvionata. Video e fonte completa al link....