Il film di finzione utilizza una tempesta marina come elemento narrativo centrale e simbolico per risolvere un dramma familiare. Tratto dal dramma teatrale "I pescatori" di Raffaele Viviani, l'opera è ambientata in un'isola di pescatori vicino a Napoli. La vita dei protagonisti è strettamente legata alla natura e ai pericoli del mare. La "tempesta" del titolo si riferisce a un violento 'fortunale' (perturbazione atmosferica di eccezionale intensità, con venti fortissimi, che provoca gravi devastazioni a terra e notevoli difficoltà alla navigazione) che colpisce l'isola durante il climax della storia. Mentre i pescatori lottano contro la furia del mare, si consuma il dramma privato: il patrigno che insidia la figliastra cade in acqua accidentalmente durante il caos causato dal maltempo. Si conclude così il conflitto morale della famiglia. Sulla costa, le donne aspettano gli uomini.
Più che un film catastrofico, è un'opera di stampo realista in cui il disastro atmosferico funge da catalizzatore per le tensioni umane e i personaggi.
La scena della mareggiata è realizzata con uno schermo dietro i personaggi, che vengono inondati manualmente. Viene simulato artificialmente anche il vento. I suoni realistici sono ricreati, ridotti rispetto alla sonorizzazione musicale....