All'interno del film di finzione in bianco e nero, Pier Paolo Pasolini ambienta i quaranta giorni nel deserto di Gesù sull'Etna. Le riprese seguono il profilo del paesaggio per evidenziarne l'aridità, traducendolo in un luogo simbolo della stasi ma anche dell'energia in potenza. Si noti la dissolvenza incrociata che lega a un certo punto Gesù, il vulcano e il diavolo in procinto di arrivare in campo lunghissimo. In questo scenario il protagonista è inquadrato in preghiera inginocchiato sul terreno lavico, mentre osserva in controcampo il cielo fino all'arrivo del diavolo che, guardando il paesaggio intorno, lo invita a mutare i sassi in pane (la prima delle tentazioni)....