Il lungometraggio di finzione a colori, diretto da Sergio Corbucci su soggetto, fra gli altri, di Sergio Leone, si inserisce nel filone peplum, che spesso integra disastri naturali (eruzioni, terremoti o inondazioni) come elementi chiave della narrazione per mostrare la potenza del destino o degli dei contro l'ambizione umana.
Il film è stato girato nel formato panoramico Scope. Nella campagna di Albalonga, governata da Amulio, vivono Romolo e Remo, due fratelli pastori, dediti anche al furto. Faustolo, l'uomo che li ha allevati, in punto di morte rivela ai due gemelli che la loro origine è misteriosa e divina: essi discendono da Marte e Rea Silvia.
Con animo esaltato, i due fratelli muovono verso la vaticinata (cioè preannunciata) "valle dei sette colli" e, radunato un piccolo ma agguerrito esercito, assalgono Albalonga. Romolo poi rapisce Julia, la figlia del re dei Sabini, Tito Tazio, e fugge con lei.
Ma le ruggini tra i due gemelli li portano a un'insanabile frattura, e ognuno prende la sua strada. Remo parte così per suo conto alla testa di un pugno di uomini; ma l'eruzione di un vulcano causa la morte di tutti i suoi compagni, lasciandolo solo.
La scena catastrofica (m. 83 ca.) parte dalla scalata del gruppo su un vulcano, non ben identificato, che esplode. L'eruzione è anticipata dalle emissioni del suolo attraversato dalla folla, dal bollore del fango e dalla reazione dei protagonisti in primo piano verso l'area sommitale. Sono utilizzate immagini di repertorio dell'eruzione, non ben denotato, e di cadute di massi che si alternano ai primi piani dei protagonisti e poi alla fuga dell'intero gruppo sotto la cenere e i lapilli. Nel film, per la prima volta in Italia forse, si mostra in continuità una frattura e successiva caduta dei personaggi al suo interno (sebbene con riprese in esterni). Allo stesso modo si insiste sugli effetti della caduta di materiale piroclastico consistente su singoli corpi.
Romolo, pur braccato dai soldati di Tito Tazio, riesce valorosamente a tenergli testa, finché la dolce Julia non convince il padre che è un uomo saggio e giusto e lo spinge a cessare le ostilità.
A trovare la profetizzata "valle dei sette colli" è proprio Romolo, che preso un aratro traccia il solco dei confini di una nuova città: Roma.
Quando giunge Remo, tracotante e minaccioso, si rinfocola l'antica rivalità tra i due fratelli. Remo oltrepassa sprezzante il solco tracciato da Romolo, ne scaturisce un duello in cui questi viene ucciso dal fratello gemello....