Il filmato fa parte della serie "In volo sui vulcani d'Italia" e riprende le riprese fatte da due idrovolanti S.16 Ter. della 184 Squadriglia, fra le prime riprese insieme a quelle del 1928 a Mascali e altre negli stessi anni. All'inizio delle riprese, in cui gli uomini spingono il mezzo e qualcuno controlla il «cuore» del motore, si ricorda che si tratta dello stesso modello che De Pinedo, aviatore distintosi nella Prima Guerra Mondiale, aveva guidato portando «su tutti i mari del mondo il Santo Tricolore». Si manifesta così il parallelismo fra le due operazioni. Le riprese, in assenza di grandangolari e forse di un'ottima esposizione della pellicola, mostrano immagini sovraesposte da cui si riescono però a vedere poi «le fumate del vulcano [che] sembrano prodotte da fantastici fuochi di un gigantesco bivacco di mostri», come recita una didascalia. Alla fine del filmato, «Dopo il lungo volo - carezzando l'ala fedele, l'aviere dagli occhi grifagni pago del suo ardimento sorride al mare infinito».