Il filmato in bianco e nero, sonorizzato e accompagnato da una voce fuori campo francese, mostra nella prima parte con alcune panoramiche vedutiste l'isola di Stroboli dalla spiaggia, con l'abitato ai piedi, e alcuni scorci vegetali zoomando indietro per rappresentarlo nella sua interezza. La voce fuori campo informa qui che sin dall'antichità, i marinai che navigano al largo delle Isole Eolie chiamano lo Stromboli il 'faro del Mediterraneo'.
Mentre alcuni vulcanologi salgono sul vulcano, la voice over ricorda che «Il suo ultimo grande capriccio risale al 1971 e, poiché è in stato di allerta permanente, nove vulcanologi francesi hanno appena effettuato un nuovo soggiorno ai margini del suo cratere. Per loro, lo Stromboli è un amico, diciamo un amico inquietante, e sebbene lo conoscano in tutti i suoi dettagli, ci sono volute tre ore per scalare i novecento metri di questo cono di lava sulla cui cima dovevano installare il loro campo base. Obiettivo della missione: analizzare ininterrottamente per cinque giorni e cinque notti i gas emessi dalle bocche del vulcano per determinarne la percentuale dei componenti. Ai margini della Sciara del Fuoco, hanno prima verificato che le misurazioni effettuate sul campo durante la loro precedente missione non fossero cambiate, poi hanno iniziato, con un cromatografo ISEP, lo studio vero e proprio dei gas delle fumarole. Per posizionare le loro sonde, i membri del team “Vulcano”, muniti di elmetti in fibra di vetro e indumenti ignifughi, hanno dovuto avventurarsi fino al bordo estremo del cratere».
La missione è così giudicata: «Un lavoro impressionante ma necessario, che consentirà senza dubbio di compiere un grande passo avanti nella previsione dei risvegli vulcanici, poiché i gas sono il motore di ogni eruzione. Di fronte a questo spettacolo, si comprende come anche i vulcanologi più esperti rimangano sorpresi dai fantastici getti di lava. Riusciremo mai a conoscere completamente le viscere della terra, in modo da poter prevedere le eruzioni e catturarne l'energia? Alcuni scienziati lo sperano. Fino ad allora, questi fuochi d'artificio apparterranno solo agli spettacoli pericolosi e meravigliosi che la natura ci offre».
Le immagini coprono la risalita dei vulcanologi, l'installazione dei loro strumenti, il loro uso e l'azione di rilevamento difesi da speciali tute. La musica, nella seconda parte, diventa più tensiva, soprattutto alla fine con le esplosioni dalla bocca al tramonto e poi di notte....