Catastrophes of Southern Italy. Photogénie and Remediation of Natural Disasters
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Il terremoto che colpì L'Aquila e la regione Abruzzo avvenne nel cuore della notte, alle ore 3:32 del 6 aprile 2009, preceduto e seguito da un lungo sciame sismico. L’evento principale raggiunse una magnitudo momento di 6.3 e fu causato dalla rottura di una faglia nel sistema di faglie dell’Appennino centrale, con epicentro nell’area della conca aquilana. Il sisma provocò 309 vittime e oltre 1600 feriti, lasciando circa 80.000 sfollati e causando il crollo di numerosi edifici, sia storici che di recente costruzione, evidenziando le carenze nella sicurezza antisismica e nell’applicazione delle normative. La gestione dell'emergenza fu rapida, con l’immediato dispiegamento della Protezione Civile e la creazione di tendopoli e, successivamente, dei complessi provvisori del progetto C.A.S.E. (Complessi Antisismici Sostenibili Ecocompatibili), che suscitarono ampio dibattito per la loro ubicazione e durata. Il terremoto, e soprattutto la fase successiva, furono al centro di un intenso esame mediatico e politico. La regista Sabina Guzzanti documentò la gestione post-sisma nel film-documentario “Draquila - L'Italia che trema”, ponendo l’accento sulle speculazioni e l’uso dell’emergenza per bypassare le normali procedure amministrative. A livello di narrativa, la ricostruzione sociale ed emotiva fu affrontata anche dalla serie televisiva “L’Aquila. Grandi speranze”, che raccontò la vita dei residenti, la convivenza con le macerie e la difficile ripresa della normalità a dieci anni dal sisma, ponendo l’attenzione sulle sfide quotidiane della città post-sisma....
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