Informazioni sulla raccolta
Il terremoto che colpì l'Irpinia e la Basilicata avvenne alle ore 19:34 del 23 novembre 1980. L'evento sismico raggiunse una magnitudo momento di 6.9 (corrispondente al X grado della scala Mercalli) e fu generato dalla rottura della faglia del Monte Marzano e della struttura sismogenetica dell'Appennino Meridionale, con un ipocentro stimato a circa 10-15 km di profondità. Il sisma, con epicentro tra i comuni di Teora, Castelnuovo di Conza e Conza della Campania, interessò una vasta area tra le province di Avellino, Salerno e Potenza. Il bilancio fu devastante: si contarono ufficialmente 2.914 vittime, oltre 8.848 feriti e circa 280.000 sfollati. La distruzione fu quasi totale in decine di centri, soprattutto in quelli definiti del "triangolo della morte". La violenza della scossa fu avvertita in quasi tutto il Sud Italia, compresa Napoli, dove causò il crollo di interi edifici. Il terremoto evidenziò l'assenza di un'efficace macchina dei soccorsi nazionale, con i primi aiuti che giunsero nelle aree più interne con grave ritardo. Fu in risposta a questa emergenza che si decise la riorganizzazione del sistema di protezione civile italiano, che portò alla nascita del Dipartimento della Protezione Civile nel 1982. La copertura mediatica fu imponente, con reportage che documentarono la lentezza dei soccorsi e la disperazione delle popolazioni colpite. Resta celebre il drammatico appello dell'allora Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, che denunciò pubblicamente il ritardo degli aiuti. Le testimonianze dell’evento documentarono la distruzione e l'emergenza e posero anche l'accento sul disorientamento delle comunità e sul lungo, travagliato processo di ricostruzione. Un altro elemento chiave della memoria filmica fu la ripresa aerea dell'area di Sant'Angelo dei Lombardi, che mostrò in modo inequivocabile la portata del disastro....