Catastrophes of Southern Italy. Photogénie and Remediation of Natural Disasters
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SEMINARI INTERDISCIPLINARI

Visioni della catastrofe

22-23 ottobre 2024
Visioni della catastrofe

Il 22 e 23 ottobre 2024, presso l'Università della Calabria (Dispes, Aula Arrighi, Cubo 0), ha luogo “Visioni della catastrofe”, un workshop a cura di Olimpia Affuso, Chiara Falcone e Angela Maiello per analizzare come le catastrofi naturali possano essere affrontate dal punto di vista mediatico, filosofico, ambientale, culturale e sociale.

Il seminario si apre con una riflessione sull’Italia dell’Antropocene, intesa come spazio storico e culturale in cui le trasformazioni ambientali non possono più essere separate dalle azioni umane. In questa cornice si inserisce l’approccio culturalista allo studio della catastrofe, che legge il disastro non solo come evento naturale o tecnico, ma come fatto sociale, simbolico e traumatico. Attraverso il tema di disastro e trauma, viene messo in luce il modo in cui le comunità elaborano la perdita, la frattura e la memoria, interrogandosi su come pensare il territorio dopo la catastrofe. Le “cartoline dalla Valle Caudina” funzionano qui come dispositivo narrativo e analitico: frammenti di un paesaggio ferito che restituiscono la complessità del rapporto tra luoghi, vissuti e ricostruzione.

Nella seconda parte, il seminario affronta il nodo teorico della “Natura” come problema, mettendo in discussione l’idea di un’entità neutra e separata dall’umano. A partire da La Nature di Artavazd Pelešjan, la natura emerge come forza non indifferente a sé stessa, intrecciata a sguardi, tecniche e immaginari. Questa riflessione si intreccia con la teoria dei media e con il celebre caso del Vajont: The Catastrophe Will Not Be Televised diventa così una chiave critica per interrogare ciò che viene mostrato, nascosto o reso dicibile dalla mediazione. Le conclusioni riportano insieme questi fili, proponendo una lettura della catastrofe come campo di tensione tra ambiente, cultura e rappresentazione, in cui ripensare responsabilità, memoria e futuro dei territori.