Catastrophes of Southern Italy. Photogénie and Remediation of Natural Disasters
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Raccontare Tracciare Rimediare. Le immagini della catastrofe in Calabria

25 settembre-24 ottobre 2025
Raccontare Tracciare Rimediare. Le immagini della catastrofe in Calabria

Giovedì 25 settembre alle ore 11:00, presso la Sala Seminari della Biblioteca Area Umanistica, si apre l’inaugurazione della mostra “Raccontare. Tracciare. Rimediare. Le immagini della catastrofe in Calabria”.

Curata da Chiara Falcone e prodotta da Alessandro Calefati, sotto la direzione scientifica di Angela Maiello nell’ambito del progetto PRIN “CAOS – Catastrophes of Southern Italy”, l'esposizione propone un percorso interdisciplinare tra immagini storiche, fotografie contemporanee e dispositivi interattivi attraverso cui è stata rappresentata la catastrofe naturale in Calabria, per riflettere sul rapporto tra memoria, paesaggio e narrazione dei disastri.

Il percorso espositivo si articola in tre sezioni: “Raccontare”, raccoglie le testimonianze visive e mediatiche della catastrofe; “Tracciare”, in cui vengono esposte mappe, rilievi e strumenti di osservazione e misurazione; “Rimediare”, dedicata alle immagini che diventano un atto simbolico di risposta e rielaborazione.

La mostra presenta fotografie storiche e contemporanee, mappe partecipate, documenti tecnici, cartoline, incisioni, giornali e pannelli interattivi. Tra i dispositivi esposti: una lavagna digitale consultabile con l’archivio INGV, i pannelli interattivi “Ripopola” (una mappa partecipata aperta al contributo dei visitatori) e il “Patogramma”.

Uno dei nuclei principali è costituito dalle fotografie di Francesco Arena, che documentano i disastri naturali in Calabria dagli anni Ottanta a oggi, offrendo uno sguardo di lungo corso sul territorio e sulla sua trasformazione. Sono inoltre esposti materiali del fondo Zinzi, riferimento imprescindibile per la rappresentazione storica dei terremoti calabresi, con incisioni, disegni, carte geografiche e stampe originali dal XVIII secolo. Le fotografie di Vito Teti, tratte da Terra inquieta (Rubbettino 2015), riflettono sul rapporto tra paesaggio, memoria e ritualità, mettendo in luce la forza simbolica e antropologica del vivere in territori fragili. Chiude il percorso il progetto 7sciumare di Giovanna Catalano, che indaga i margini fluviali di Reggio Calabria come spazi di conflitto e coabitazione tra natura e umano, offrendo una lettura contemporanea del rapporto con l’ambiente.

La mostra è aperta fino al 24 ottobre 2025, presso la Galleria delle Biblioteche di Ateneo, con ingresso libero.

In occasione di “SuperScienceMe” – la Notte Europea dei Ricercatori e delle Ricercatrici, il 26 settembre, sono previste passeggiate guidate e attività partecipative, rivolte anche alle scuole.