Il breve documento audiovisivo in bianco e nero mostra nella prima parte immagini panoramiche dal mare dello Stromboli mentre gli abitanti, ormai ridotti a poco più di trecento (come suggerisce la voce fuori campo), lasciano l'isola per Milazzo con delle barche che li trasportano su un piroscafo. La musica enfatica, gli effetti sonori per i rimbombi e il commento alimentano uno stato iniziale di tensione che perdurerà sino al finale con sempre maggiore intensità. «Non è stato lungo il riposo dello Stromboli», suggerisce la voice over, segno dell'attenzione cronachistica all'area. Mentre si mostrano ancora i segni dell'attività vulcanica sulla costa dal mare, il commentatore prosegue: «Hanno un inferno nelle viscere queste cinque isole del gruppo delle Lipari, cicatrici di lave recenti e vecchie segnano le falde del monte a Stromboli». I parallelismi fra corpo dell'isola e corpo umano sono tipici del periodo (si vedano i cortometraggi della Panaria anche e il film "Vulcano"). Marcandone la ciclicità, si afferma: «Il vulcano è tornato a scattare (termine che sta forse per 'scassare' dal dialetto) per via del boato che precede le eruzioni». Mentre si mostrano dettagli dell'isola, si narra che l'eruzione è iniziata alle undici di mattina. Sulla colonna eruttiva, che rievoca l'esperienza, essa aggiunge, mentre le immagini si spostano poi sulla colata intorno al fianco vulcanico verso il mare: «La terra ha tremato e poi dal cratere è cominciato a esplodere il boato dei lapilli. Una grossa colata lavica ha preso la sua via abituale: il ripido pendio detto la 'sciara del fuoco'. Le acque del mare investite dal fiume della lava, dalla pioggia incendiaria dei lapilli ribollono emettendo rabbiose colonne di vapore». «Per fortuna – conclude – questa volta sarà breve il furore, si placherà senza lasciare dietro di sé né vittime né danni».
Alcuni commenti sul numero di abitanti e il modo di chiamare il fenomeno a livello popolare ricorrono in altri filmati di anni precedenti. Fonte completa al link....